NAMCAR Night Race “a surreality show” è il racconto  di  una  passione slottistica, non c’è dubbio, e per questo a piento titolo compare qui  in Zot4slot.

Ma è anche l’esempio di una sintesi, un gioco, che  per  molti rientra nel passatempo e nell’infanzia, che adulta si  fa cultura, in nulla inferiore ad altre e più nobili  forme espressive diventando  spettacolo.

A questo  si aggiunge la satira, l’irriverenza e la  comicità tutta anglosassone di saper  ridere seriamente di se stessi, di  mettersi a nudo senza  scendere a  compromessi e di  rimanere sempre nei  toni del  confronto e del dialogo, senza scendere nella polemica e nel campanilismo culturale, cosa che a  noi  ahimè riesce  benissimo.

Ecco  perchè il lavoro di Lance mi piace tanto, e lo trovo esemplare, perché dello slotcar  racing ne ha estratto senso e  valore e tramite  l’irriverenza della sua narrazione l’ha fatta diventare un paradigma della  vita, una commedia di sberleffi e di caricature capace di dare il senso surreale della vita.
E noi italiani, che della Commedia dell’Arte di Arlecchino e Pulcinella abbiamo fatto un’opera  immortale, sappiamo  bene quanto si possa fare arte da un’ironia.

Ringrazio Lance Khazei che ci ha rilasciato questa storia esclusiva, risultato di una collaborazione che  solo  internet  ha  potuto creare, in altri tempi non sarebbe  potuto succedere così facilmente. Siamo Amici-di-penna che  solo grazie a Facebook può dialogare tra  i due emisferi del mondo come se ci frequentassimo nello stesso  slotclub. La prossima volta che tornerà in Italia, spero di incontrarlo.

Ammetto che la traduzione mi ha fatto  molto  lavorare. Non solo per una questione  puramente  linguistica, il mio  inglese è ben al di sotto del livello di  traduzione e di  interpretazione necessarie  per questo  articolo,  ma anche  per  la  necessità di  interpretare una cultura che presenta modi  tanto  vicini quanto  lontani dalla  nostra sensibilità e  comprensione.

Tanti sono i riferimenti a fatti squisitamente nordamericani, e che  fanno parte di un  bagaglio  culturale che non ci accomuna, come ad esempio quella  televisiva: Lance parla di show che non abbiamo mai visto e che ha segnato l’immaginario della sua  generazione, e non della nostra.
Oltre a questo, ci sono tanti  riferimenti  che riguardano  il mondo dello showbiz, sopratutto da un  punto  di vista tecnico: un articolo che  poteva  facilmente essere pubblicato su  Variety senza necessità di  essere semplificato come invece, accade nella mia traduzione.

La dove ho creduto di rendere più facile la comprensione, ho aggiunto dei  box con delle note, e ovunque possibile ho linkato una spiegazione o una fonte.

Mi scuso in anticipo con Lance e tutti voi anglofoni migliori di me, per i tagli e le incomprensioni, che sono molte e che non vi preoccupate di segnalarmi senza pietà. Per gli amici  madrelingua e chiunque voglia avere accesso alla fonte, è presente  l’integrale dell’intervista a fianco di questa mia opera maldestra.

Enjoy.

italianoOriginal English version

Lance, come  hai avuto l’idea di realizzare una fiction sulle slotcar?

Lo slotcar è un ambiente  molto  stimolante sotto tanti  aspetti. Ed è da più di un decennio, da quando ho scritto  un film alla New Line che pensavo di  ambientarci  un film.
Il protagonista di questa storia in origine doveva essere un ragazzo, e facendo di lui un appassionato di slotcar, ne volevo rivelare il carattere.

Ma più mi  riavvicinavo allo slotcar racing, più mi rendevo conto che era una subcultura ricca di una creatività  propria. Inoltre qualcosa di molto insolito stava accadendo in questo hobby. La cultura dello  slotcar racing stava ritornando  in tutto il mondo, non tra i bambini, ma tra gli adulti.

Così alla fine ho riscritto  una nuova commedia, basata sugli adulti. Più mi  avventuravo nella cultura dello slotcar racing,  più ne approfondivo la conoscenza,  più l’idea  di realizzare un documentario o un reality show mi veniva in mente.

Ma la programmazione di reality è stato fatto a morte per più di due decenni. Non è venuto il tempo di prendere in giro il genere allo  stesso modo con cui i mockumentary * “Spinal Tap” e “Best in Show” hanno  ridicolizzato i loro generi di riferimento? Questo è lo spirito con cui ho deciso di creare NAMCAR Night Race.

In NAMCAR Night Race c’è una gara di modelli di auto al centro dello spettacolo, una finta cronaca sportiva, ma anche la realtà della satira di un genere televisivo.

Ho creato una sceneggiatura che lascia il posto a molti momenti di comicità surreale,  causati dallo scontro fra la complicata natura di questo hobby e la incontrovertibile  realtà  che stiamo osservando adulti assorti in un gioco di ragazzi. Così, mi piace chiamare NAMCAR Night Race: uno spettacolo surreale.

Come la WWE**, NAMCAR è un campionato di intrattenimento sportivo. Ma invece di riprodurre il melodramma steroideo che avvolge ogni partita di wrestling, NAMCAR dispone dell’assurdo,  mettendo al centro della storia degli adulti che prendono l’esperienza di un  giocattolo molto, molto sul serio spingendolo agli estremi comici.

* Con falso documentario o mockumentary, (dalla fusione delle parole inglesi mock, “fare il verso” e documentary, documentario), si indicano le opere di un particolare genere cinematografico o televisivo nelle quali eventi fittizi e di fantasia sono presentati come reali attraverso l’artificio del linguaggio documentaristico.
** World Wrestling Entertainment.

Credi  che  piacerà al  grande  pubblico?

Non si sa mai se quello che si sta realizzando piacerà al pubblico o meno. Ma c’è qualcosa in questa commedia sia  per gli  appassionati di corse, sia per  gli appassionati della comicità irriverente.

Le prestazioni del teaser* di NAMCAR sui social media ha superato grandemente le nostre aspettative. Ecco, questo è un segno piccolo ma promettente.

*Il teaser (dall’inglese to tease, stuzzicare) è di solito una campagna pubblicitaria preliminare, di forte impatto, che cerca di suscitare nel pubblico la maggior curiosità possibile, senza però rivelare la natura né il nome o la marca del prodotto pubblicizzato. 

Hai scritto per alcune leggende della commedia di carattere eccezionale – Robin Williams, Bill Maher, Chevy Chase, Alan Cumming, John Leguizamo. Com’è stato lavorare con così tanti volti nuovi su NAMCAR? Come ha scelto gli attori? Parlaci di loro.

Dal momento che NAMCAR Night Race era una produzione a basso budget, indipendente, quasi per necessità ho passato sei mesi di casting alla ricerca di diamanti grezzi e aghi in un pagliaio. Volevo trovare talenti attratti dall’idea di fare uno spettacolo fresco per il gusto di fare qualcosa di audace e nuovo, non per lo stipendio.

In questa ricerca mi dato una mano fondamentale  il direttore del casting, Lesley Wolff, che ha fatto un lavoro incredibile per aiutarmi a lanciare il video pilota  che ho scritto e diretto per la FOX. Ringrazio per l’aiuto anche il mio co-produttore, Jason Avalos che ha  contribuito a promuovere il casting in una vasta rete di contatti.

Grazie al loro sostegno, mi sono permesso di assegnare ogni ruolo solo quando ero sicuro di aver trovavo l’attore o il comico perfetto per quella parte  a tutti i livelli. Abbiamo creato un gruppo di  attori  ispirato e molti di loro hanno davvero il potenziale di quei nomi più affermati che hai citato.

Ad esempio abbiamo dato Ian Abramson, un attore comico alternativo, la sua prima audizione a Los Angeles. L’inventiva dei suoi “stand up” mi ricorda Steve Martin. Ian ritrae un pilota NAMCAR e, dopo le riprese, è stato nominato come il migliore e più promettente attore comico dal Los Angeles Weekly.

Nella ricerca della nostra Pit Girl, che è una spalla fondamentale per i nostri protagonisti principali, mi sono imbattuto in Whitney Rice che ha una notevole collezione di video comici coraggiosi e intelligenti su youtube. Mi sono perso a guardarli per un’ora, convincendomi nella mia decisione di  prendere Whitney per la parte. Un altro membro importante del cast è, Colby Lemaster, che mi ha dato  l’idea del suo personaggio durante l’audizione.

Mi piace pensare a NAMCAR (che sta per the National Association of Model Car Auto Racing) come un “NASCAR sotto acido”. Ma non avevo  chiara  l’idea di come potesse essere veramente sino a quando non avevo dato un volto agli interpreti  principali.  

Con  D’Arcy Fellona e Theo Von di Netflix “Theo Von: No Offense”, ho avuto la  risposta che  cercavoi per i i loro ruoli. D’Arcy ha creato un ruolo divertente per la sua parte e il carisma comico di Theo è così forte da darmi  subito la certezza di una perfetta  interpretazione alla mia idea.

La creazione dei tuoi personaggi si ispira a persone reali? In Europa, gli appassionati di slot di auto sono così seri e maturi…

La serietà con cui i piloti di Slot Car prendono l’esperienza del  gioco è la premessa di fondo di questa fiction. Come ti dicevo è intrinsecamente divertente vedere come gli adulti prendono sul serio i loro giocattoli. La mia sensibilità comica  propende per l’assurdo più che per il reale, e questo mi ha avvicinato al loro modo di sentire.  

Ho intervistato parecchi piloti di Slotcar durante la creazione dei personaggi. Il protagonista, interpretato da James Morosini, riflette un atteggiamento, simile a quello piloti nei confronti di automobili reali… non ditegli che questo è un giocattolo!  Il motivo per cui si sentono  in questo modo non è semplicemente perché si tratta di un giocattolo sofisticato che richiede una grande conoscenza dei modelli.

E ‘ una passione  indipendente  dall’età e, tuttavia, è divertente vedere gli adulti essere così infervorati  per delle piccole macchine. Il personaggio del  veterano   “Fast Eddy”,   è ispirato al vero Eddy del Big Lou Culver City Raceway, il negozio dove abbiamo girato lo spettacolo. Fast  Eddy è interpretato da Robert Woods, un attore veterano con una lunga lista di spaghetti western al suo attivo e un meraviglioso senso dell’umorismo.

Potete vedere giocare a slotcar  in NAMCAR diversi piloti di motociclismo e automobilismo nella via reale, e anche stuntman.  Nella nostra fiction il personaggio di Sulinh, interpretato da Sulinh Lafontaine, è sia un corridore stunt car nel mondo reale che  nello  show. Per Jack Weathers, interpretato da Anthony Ray Parker, lo slot è praticamente una lotta per la vita e la morte.

Ma le somiglianze dei caratteri e dei  tipi reali finisce qui: lo spettacolo prende i personaggi e li spinge agli estremi comici.  La serietà con cui gli slottisti prendono il loro hobby è la base, ma il carattere del mio film è più simile ad un film d’azione aggro in stile anni ‘80.

So che sei un appassionato giocatore slotcar. Perchè ti piace in questo gioco?

Sono cresciuto negli anni ’70 e ’80, ogni bambino in America sognava di essere un pilota di auto da corsa e il giocattolo scelto per il compleanno era una pista elettrica. Come molti ragazzi, mi sdraiavo con gli occhi al livello pista per guardare le macchine correre con  in mano il mio controller.

Era un sogno ad occhi aperti: spegnere le luci della stanza e guardare i piccoli fari delle auto giocattolo che  creavano strisce di luce era ipnotico.
Annusare l’odore elettrico di quei piccoli motori, ancora oggi, dà a un appassionato un soffio di nostalgia.

NAMCAR è stato girato in scala 1:32 in gran parte su una pista Scalextric analogica con slotcar  Carrera, ma la mia passione per questo hobby è nato in scala HO, su piste della TCR (Total Control Racing)*.

Ma effetto nostaglia a parte, le slotcar hanno  il fascino giusto  per sviluppare il senso del surreale necessario alla fiction, dando a  NAMCAR  un look fresco e divertente. E ovviamente, c’è la la velocità: tutti noi amiamo la velocità con cui facciamo correre questi piccoli bruti … parecchie centinaia di miglia all’ora in scala.

* pista giocattolo molto famosa negli USA alla fine degli anni ‘70 che utilizzava delle tracce metalliche per la trasmissione dell’elettricità alle spazzole delle vetture che però non avevano pick-up e binario, potendo così spostarsi di traccia.

Credi che gli slottisti americani si riconoscono nella tua storia?

Alcuni di più altri di meno.. Ma comunque siano coinvolti, spero che si divertano. Io credo che gli appassionati apprezzeranno NAMCAR perchè èp uno spettacolo che punta un riflettore su questo hobby che noi tutti amiamo. Le slotcar hanno raggiunto il picco di notorietà nel 1960 e ’70, prima di perdere spazio sugli scaffali nei negozi sostituiti dai videogiochi negli anni ’80.

In ultima analisi, Lo slotcar racing ha fatto una rimonta negli ultimi dieci-quindici anni, con molti adulti in tutto il mondo che hanno reintrodotto l’hobby per i loro figli.
Questa fiction parla a tutti quelli che hanno condiviso l’esperienza dello slotcar di quegli anni Quindi spero che agli slottisti non mancheranno di cogliere sia i riferimenti comici più palesi che quelli sottili di quel periodo.

Tra le persone che ringraziate c’è David Beattle di Slot Mods. Lo conosci?  che tipo è?

David e io siamo amici. Stavo scrivendo la sceneggiatura quando mi sono imbattuto nella storia di David e ho  voluto  conoscerlo. Il nostro  incontro  è stato di una creatività entusiasmante, alimentato  dalla comune passione per questo  hobby.

Quello che subito mi ha colpito è la sua creatività. Lui è un artista che ha inventato la sua tela, e questo è straordinario. Ogni mega pista che realizza è un  mondo in miniatura, un incredibile pezzo da museo. Con  piacere ho visto  la diffusione del suo  progetto nel corso degli ultimi anni: in un certo senso, David Beattie è il più grande ambasciatore dello slotcar racing del mondo.

Per questo  non volevo far partire NAMCAR senza coinvolgere Slot Mods  per una parte per quanto piccola ma importante. Vedrete una pista di David  nel film pilota, e ho Slot Mods in mente com protagonista centrale per un  film che ho scritto in sintonia con la sua  missione, che  è  “riunire la famiglia intorno alla pista di slot car”.

Penso che ci sia molto in comune tra la corsa vera e slotcar. Sei d’accordo?

Sì. Uno degli altri aspetti dello slotcar che più mi ha mi affascinato è, con l’avvento della tecnologia digitale, la possibilità di  fare in minatura quello che può essere fatto nelle corse del mondo reale.

Ad esempio, si può  tenere traccia del combustibile consumato e applicare la fisica reale mondo. Così più veloce si guida, più rapidamente si consuma carburante. E meno carburante hai ad appesantire il tuo serbatoio,  più veloce corri.

E quando siete a secco e incombe  il rischio di fermarsi  nelle tracce, bisogna fare rifornimento ai box con  un  pitstop… proprio come nelle corse reali.

Questo è tutto simulato elettronicamente, naturalmente. Mi sono tanto innamorato del sistema digitale SCX che penso di adattarlo per  lavorare con  il sistema  slotless TCR della  mia infanzia: si aggiungerebbe una nuova dimensione alla gara e più realismo. La mia speranza è di incorporare tali accessori in NAMCAR in futuro per amplificare l’azione in pista e di conseguenza l’azione in scena.

Se il gioco e la passione nel  mondo reale e nel  gioco portano le persone  alle stesse follie, perchè non raccontare una storia del mondo delle corse vere?  non sarebbe stato più facile?

Sì, forse, ma documentari sulle corse automobilistiche sono già stati fatti. Talladega Nights, ad esempio, è un trattamento da commedia cinematografica di NASCAR.

Così ho voluto inventare un nuovo tipo di narrazione sullo sport competitivo automobilistico, qualcosa di diverso e fresco. NASCAR rimane il modello di competizione, ma la sfida di fare una gara automobilistica in miniatura che sia divertente e adrenalinica implicava un modo  di vedere originale, e questo stilisticamente mi eccitava come regista.

Pensi  che NAMCAR  Night Race porterà  nuovi  giocatori  alle  slot car?  in  europa si sente  molto  la mancanza  di  giovani giocatori.

Sì, credo nella capacità della fiction di trovare un nuovo pubblico per lo slotcar. Una delle conversazioni che ho avuto con David Beattie è stata proprio su  come alimentare un rinnovato interesse per questo hobby.
Il cast NAMCAR composto da una parte di veri piloti slotcar e di giovani  talenti  comici dall’altra  da  una carica straordinaria nel coinvolge il pubblico nell’ l’esperienza dello slotcar.

Come tutti gli eventi sportivi e spettacolari, presenta una narrazione che  ha un ritmo e un crescendo fino alla gara, e di conseguenza vincitori e vinti. E dato che NAMCAR è una “late night comedy”* in vena di Comedy Central **  o di Cartoon Network Adult Swim ***, c’è il potenziale per alimentare l’interesse verso  lo slotcar racing  tra gli adolescenti e il pubblico dei college, così come tutti gli appassionati di show per adulti irriverenti e caustici.
Il nostro teaser su Facebook sta vedendo una picco di interesse tra gli adolescenti. Buona  cosa.

* un sottogenere televisivo, spettacoli come i  late-night talk show o sit-com che si trasmettono generalmente a notte inoltrata
** Comedy Central è una rete televisiva edita da Viacom International Media Networks presente in più Stati, tra  cui  l’italia
*** Adult Swim è un branded block di  Cartoon Network in onda dal 2001 destinato ad un pubblico adulto

Dopo che ne abbiamo  parlato non vedo l’ora di vederlo… senti…che speranza abbiamo noi europei di vedere NAMCAR Night Race? Se non è in youtube sarà difficile.

Al momento, la campagna teaser di corsa NASCAR Notte è esclusivo in Facebook. Potete visitare il nostro hub principale qui: https://www.facebook.com/namcarnightrace/

A breve rilasceremo un video musicale  NAMCAR Night Race impostato sulla sigla originale dello show, un brano mock rock che  si  ispira ai Journey.

In definitiva, spero di ampliare la distribuzione di NAMCAR sia attraverso i canali digitali o la televisione sia per l’episodio pilota che  la serie. Quindi abbiamo bisogno di condividere con tutti i lettori il video teaser per mostrare che c’è interesse per uno show come questo.
In un modo o nell’altro, spero che troveremo un modo per distribuire lo spettacolo in Europa, dove la partecipazione  allo slotcar racing è  forte.

Hai girato un film pilota per NAMCAR Night Race. Come si svilupperà se diventerà una serie?

Abbiamo girato un film di 22 minuti, ma ho esitato a caratterizzarlo come un episodio pilota di per sé, perché abbiamo avuto solo tre giorni con il nostro cast e il nostro budget era forse un decimo di quello  necessario per  un tipico pilota televisivo.

Per farlo bene, avremmo  bisogno di due o tre volte i giorni che abbiamo avuto per girarlo.
Quindi direi quello che abbiamo è in realtà un bozzetto “mega extended first look” più di un tipico pilota.

Dati i limiti di bilancio, abbiamo fatto buon uso sia del chroma key e di  brani di repertorio per  dare un respiro più ampio alla narrazione, sia sfruttato la  formula de “confessionale” in stile reality show che richiedono poco tempo per la ripresa della presentazione dei  personaggi. Fortunatamente Il mio montatore, Alan Wagner è anche molto abile con After Effect

Alla fine, tutto questo ha significato  con  il  nostro  budget,  riprendere un piccolo sketch con un po’ di umorismo a basso costo. Se NAMCAR diventerà una serie, avremo il bilancio per caratterizzare più scene, più tempo con il nostro cast, più caratterizzazione della storia che faranno la differenza.

E’ anche vero che iniziando  a scrivere questa late night comedy ho sempre voluto creare uno spettacolo che  tornasse  alle mie radici. Sono un grande fan di spettacoli  come Saturday Night Live’s,  “Unfrozen Caveman Lawyer” e di commedie irriverenti come “Tim and Eric’s “Original Clown Outlet” su Cartoon Network Adult Swim.

NAMCAR non ha paura di essere uno spettacolo  sovversivo, che si fa beffe delle convenzione e propone un sacco di sciocchezze a tarda notte. E’ qualcosa di cui avevo bisogno per uscire dal mio sistema.

La tua famiglia è originaria di Italia. Vorresti scrivere o dirigere un progetto qui?

Mi piacerebbe molto. Dopo che ho messo piede a Roma per la prima volta quest’anno, è diventata quasi all’istante la mia città preferita.

Mia bisnonna Anita era Romana, lei e suo marito Augusto emigrarono negli USA, in Mississippi. il nonno Giovanni, emigrato negli Stati Uniti dalla Campania, aveva il suo vino in cantina per condividerlo con gli amici a Kittanning, Pennsylvania. Così venendo in  Italia ho provato la sensazione di tornare a casa.

Tra i  progetti su cui lavoro  attualmente,  c’è una sceneggiatura per  un  film di azione e spionaggio, una storia tipo James Bond con alcune location internazionali, una delle quali prevede delle sequenze in Italia. Dunque  spero  che il progetto mi farà tornare, in caso contrario, dovrò venire con un’altra scusa…

Tell us how you got the idea of making a comedy about slot car racing.  

It’s a creative area I’ve been thinking about, on and off, for more than a decade since I set up a feature film at New Line. The protagonist of that story was a man child and, originally, I considered making him a slot car enthusiast to reveal character.  But the more I reconnected with slot car racing, the more I realized the subculture was a rich creative area of its own.  Something highly unusual was happening in the hobby.  

Slot car racing was making a comeback, worldwide, not among children but among adults.  So I eventually cracked a new feature film comedy about an adult slot car racer.  The deeper I ventured into the subculture the more the additional idea of attempting a documentary or a reality show came to mind.  But reality programming has been done to death for more than two decades.  Isn’t time we take the piss out of the genre in the same way that “Spinal Tap” and “Best in Show” define landmark mockumentary comedies?  That’s the spirit in which I set out to create NAMCAR Night Race.  

In NAMCAR, there’s a model car race at the heart of the show, a mock sports presentation, but also reality genre satire.  And I created a structure that gives way to more and more bits of surrealistic comedy, inspired by the mind bending nature of this hobby’s small scale and the inescapable reality that we’re watching adult’s engrossed in child’s play.  

So, I like to call NAMCAR Night Race a surreality show.  Like the WWE, NAMCAR is a sports entertainment league.  But instead of all the steroidal melodrama that wraps around each WWE wrestling match, NAMCAR features absurdist comedy.  We take the central situation of adults who take the toy experience seriously and push it to comical extremes.

Do you think it will appeal to the general public?

You never know if what you are creating will appeal to the general public.  But there’s something here for both racing fans and fans of ludicrous and irreverent late night comedy.  This is an after hours racing league and I wanted the humor to have an after hours vibe.  The performance of the NAMCAR trailer on social media has shattered our expectations.  So that’s a small but promising sign.

You’ve written for some comedy legends and outstanding character actors — Robin Williams, Bill Maher, Chevy Chase, Alan Cumming, John Leguizamo.  What was it like working with so many fresh faces on NAMCAR?  How did you choose your actors? Tell us about them.

Since NAMCAR Night Race was a low budget, independent, almost out of necessity, I spent six months casting looking for diamonds in the rough and needles in a haystack.  I wanted to find up and coming talent that would be attracted to the idea of making a fresh show for the sake of doing something daring and new, not for the paycheck.

 So I brought in a casting director, Lesley Wolff, who did an incredible job helping me to cast a digital pilot that I wrote and directed for FOX.  And my co-producer, Jason Avalos pitched in helping to cast a wide net.  And I refused to cast each role until we found an outstanding actor or comedian at every level of this show.  They’re an inspired group and many of them genuinely have the potential of those more established names you mentioned.

I believe we gave Ian Abramson, an alternative comic, his first audition in Los Angeles.  The inventiveness of his stand up acts reminds me of Steve Martin.  Ian portrays a NAMCAR racer and, after the shoot, he was named the best up and coming comic by LA Weekly.  In searching for our Pit Girl, who is a sidekick of sorts to our show hosts, I came across Whitney Rice who has a notable collection of daring and smart comic videos on youtube.  

I became lost in them for an hour and reached out to Whitney.  She does a hysterical job of skewering misogyny and that became the basis for NAMCAR’s Pit Girl.  Another cast member of ours, Colby Lemaster, pitched me the notion of his racer character in his audition.  I like to think of NAMCAR (which stands for the National Association of Model Car Auto Racing) as a ‘NASCAR on acid.’  

But it wasn’t clear what that meant for the relationship between our hosts until D’Arcy Fellona and Theo Von, of Netflix’s “Theo Von: No Offense,” auditioned for and breathed comic life into the roles.  D’Arcy brought an amusing officiousness to the part and Theo’s comic charisma is so strong it gave me confidence I could go out on a limb with him and he would deliver.  Scout Durwood, of MTV’s “Mary + Jane,” gave me an audition so filled with bursting talent that I created a racer for her — “Scout.”

Was the creation of your characters inspired by real people? In Europe, slot car enthusiasts are so serious and above all much older.

The seriousness with which slot car racers take to the toy experience is the underlying premise of this comedy.  As you know, I dig the hobby, myself, but it’s inherently funny to see adults take toys seriously.  My comic sensibilities lean towards the absurd more than the real, but I am familiar with the world of slot car racing and I interviewed several slot car racers in creating the show.  

The protagonist, portrayed by James Morosini, reflects the attitude you experience with real slot car racers which is… don’t let anyone tell you this is a toy.  The reason why we feel this way is not simply because it is a sophisticated toy which requires finely tuned model cars.  It’s also a blast at any age, and we don’t want the buzzkill.  And, yet, it’s funny to see grown adults becoming rankled over little cars.

Our veteran slot racer “Fast Eddy” was inspired by the real Fast Eddy at Big Lou’s Culver City Raceway which is where we shot the show.  Fast Eddy is portrayed by Robert Woods, a veteran actor with a long list of spaghetti westerns to his credit and a wonderful sense of humor.  You see several real to life motorcycle racers, former race car drivers and stunt car drivers in the hobby and our racer Sulinh, portrayed by Sulinh Lafontaine, is both a stunt car racer in the real world and on the show.  

But the similarities tend to end at character traits and types, and the show takes those characters and pushes them to comic extremes.  For Jack Weathers, portrayed by Anthony Ray Parker, slot car racing is practically a life and death struggle.  The seriousness with which slot car racers take the hobby is there, but the character is more of an aggro 1980s action movie type.

I know you are a slot car enthusiast. Why do you like this hobby?

Growing up in the 70s and 80s, it seemed every red-blooded kid in America dreamed of being a race car driver and the toy of choice for a child’s birthday was an electric race car set.  Like many kids, I would lie down at eye level with the track and watch the cars rush by as I gunned my controller. The daydream and escapism was intense.  Killing the lights and watching tiny toy car headlights streak around the track was mesmerizing. Smelling the burn of those tiny engines, even today, gives one an enthusiast’s high and a whiff of nostalgia.  

While NAMCAR was shot in 1:32 scale on mostly a Scalextric analogue track and with Carrera slot cars, my fascination with the hobby inspired my own custom racing system built on the vintage, HO scale, slotless TCR platform.   But I modernized and modded it out to kick more tiny toy car ass.  So I’d say the nostalgia, the wish fulfillment and also the surreal, aesthetic charm of a miniature, toy world is what attracts me to the hobby.  NAMCAR mines that aesthetic charm for both a fresh look and laughs.  And, of course, the speed.  We all love the speed at which we can race these little brutes… several hundred scale miles per hour.

Do you believe American slot car racers will recognize themselves in your show?

Some will and some won’t.  But whether they do or not, I hope they are entertained.  I very much have the enthusiasts in mind with this show and hope they embrace NAMCAR and get a kick out of it seeing a spotlight shined on the hobby we all love.  In some ways, the hobby peaked in the 1960s and 70s before losing shelf space in stores to video games in the 80s.  It ultimately made a comeback the last ten to fifteen years with many adults worldwide re-introducing the hobby to their children.  But we all have a shared experience and share an era that the show also mines for comedy.  So I hope the slot car racers out there get some of the more overt and subtle comedic references to the classic slot car era.

Among the people you thank is David Beattie of Slot Mods. Do you know him?  How do you know him?

David and I are friends. When I was writing my feature film inspired by slot car racing, I came across David’s story and reached out to him.  And our on going conversation has been fueled by each other’s creative enthusiasm for the hobby. What immediately grabbed me about David is he is an artist who invented his own canvass. That is very rare. Each of his wood carved slot car mega tracks and miniature racing worlds are stunning museum pieces.  

And I’ve enjoyed seeing David’s story spread over the past several years. In some ways, David Beattie is the hobby’s greatest ambassador to the world. So, I didn’t want to shoot NAMCAR without featuring Slot Mods in a small but important way. You’ll see a Slot Mods track in the pilot film as the ultimate in slot car racing and the championship prize.  At the same time, I have Slot Mods in mind as a center piece track for the feature film I’ve written which is a family film and more in sync with Slot Mods’ mission of bringing the family together around the slot car track.

I think there is much in common between real racing and slot car racing. Do you agree?

Yes.  One of the other aspects of the hobby that fascinates me is, with the advent of digital tech,  you can now do virtually anything in miniature that can be done in real world racing.  For example, one can attach a “pit box” to keep track of the slot car fuel burned.  And the pit boxes out there apply real world physics.  So the faster you drive, the quicker you burn your fuel.

The less fuel you have weighing down your tank, the faster your car runs.  And running out of fuel threatens to stop you in your tracks, so one must refuel in the slot car pits just like in real racing.  This is all simulated electronically, of course.  I was so enamored with the pit box that I had one from a modern, slotted SCX system retrofitted to work with my vintage slotless TCR system.  It adds a whole new dimension to the race and more realism.  My hope is to incorporate such accessories into NAMCAR in the future to amp up the racing action and the humorous drama.

If the hobby and racing in the real world lead people to the same follies, why not tell a history of the world of real racing? It would not have been easier?

Yes, perhaps, but documentaries on racing have already been done.  And Talladega Nights, a feature film comedic treatment of NASCAR has been done.  And real world feature film dramas and racing shows have been done.  So I wanted to invent a new kind of sports entertainment or racing league and break fresh ground.  A NASCAR for model car racing — a seriously bent, acid washed NASCAR.  Also the challenge of making a miniature car race both amusing and adrenaline pumping implied a fresh show stylistically and excited me as a filmmaker.

Do you think NAMCAR Night Race will bring new players to the slot car hobby?  In Europe there is a lack of young players.

Yes, I hope so, to the degree the show finds an audience.  One of the ongoing conversations I’ve had with David Beattie is how to stoke renewed interest in the hobby?  The NAMCAR cast of both veteran acting talent and ascending comedic talent brings an extraordinary amount of charisma and fun to the slot car racing experience.

 And like all sporting events and racing shows, the show features a narrative build up to the race, the race itself and the aftermath with our winners and losers.  And given that this is a late night comedy in the vein of Comedy Central or Cartoon Network Adult Swim, the potential is there for the show to stoke interest in the hobby among teenagers and the college audience as well as all fans of late night, irreverent and more adult comedy.  Our NAMCAR trailer on Facebook is seeing a crush of interest among teenagers.  So there’s that.

After we talked I can not wait to see it … listen … we hope we Europeans get to see NAMCAR Night Race.  Will we?  If it is not on youtube it will be difficult,

At the moment, the NAMCAR Night Race teaser campaign is exclusive to Facebook.  You can visit our main hub here:https://www.facebook.com/namcarnightrace/

Soon, we’re going to release a NAMCAR Night Race music video set to the show’s original theme song, a mock rock tune inspired by the band Journey.

Ultimately, I hope to widen the distribution either through digital channels or television for the pilot film itself and a series.  So we need all your readers to share these teaser videos to show there’s interest in a show like this.  One way or the other, I hope we will find a way to distribute the show in Europe where participation in the hobby is intense.

You’ve shot a pilot film for NAMCAR Night Race.  How will the show evolve if you go to series?

We did shoot a 22 minute pilot film, but I hesitate to characterize it as a television pilot, per se, because we only had three days with our cast and our budget was maybe a tenth of a typical television pilot.  To do this show justice, we needed two to three times the shoot days we had.  So I’d say what we have is really a “NAMCAR Night Race mega extended first look peek taste special” more than a typical pilot.  

Given the budget limits, we made good use of green screens and inexpensive stock footage to give the show a more expansive feel.   And we milked the reality show style confessionals which require limited camera set up time.  My editing partner, Alan Wagner was also very adept with After Affects.  In the end, this all meant we had enough of a budget for quick, little sketch and bit humor and low budget late night humor.  If NAMCAR Night Race goes to series, we’ll have the budget to feature more camera set ups, more time with our cast and more narrative.  And that will be the main difference.  More narrative comedy and less sketch comedy.

Still, personally, I started out as a writer in late night comedy and sketch, and I always wanted to create a show going back to my roots.  I’m a big fan of dadaistic bits like Saturday Night Live’s “Unfrozen Caveman Lawyer” and irreverent comedy like Tim and Eric’s “Original Clown Outlet” on Cartoon Network Adult Swim.  And creating a show that isn’t afraid to be subversive, that flouts convention and serves up plenty of late night nonsense was something I needed to get out of my system.

Your family is originally from Italy.  Will you come back to write or direct a project here?

I would love to.  After I stepped foot in Rome for the first time, it almost instantly became my favorite city.  My great grandma Anita Piranni Mantini hails from Rome Lazio and she and her husband August immigrated to Mississippi.  I hadn’t tasted food like the meals in Italy since my Grandma Antina Picardi’s home made pasta.  And Grandpa John Picardi, who immigrated to the United States from the Napoli region, had his own wine in the cellar to share with the neighborhood and friends in Kittanning, Pennsylvania.  

So I experienced that feeling of coming home in Italy.  Naturally, for a car fanatic, walking through the streets of Rome I would stop to admire a classic FIAT only to look up and be overwhelmed that I had stumbled upon the Pantheon and ancient history.  Among other projects, I am currently writing a spy action piece, a post modern James Bond type story with some international locations.  So I will have to write a sequence in Italy.  Hopefully, that project will bring me back.  If not, I’ll have to come up with another excuse.  Maybe NAMCAR will hit the road on an international circuit.

 

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